Progetto COOL JAZZ
L'Associazione Flight Band,
in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di San Donato
Milanese,
presenta:
Birth
of the Cool
Il jazz e l'America degli anni cinquanta
(aprile
- maggio 2004)
In occasione del concerto che la Flight Band ha in
programma per il 22 maggio 2004, nel quale lo storico album "Birth of
the Cool" di Miles Davis verrà proposto nelle reinterpretazioni del pianista
Arrigo Cappelletti e della band sandonatese diretta da Biagio Coppa, sono
previste un insieme di iniziative culturali dedicate all'America degli
anni '50.
Il
periodo che va dal secondo dopoguerra ai primi movimenti di contestazione
degli anni '60 vede il verificarsi di radicali mutamenti nella società
americana: gli Stati Uniti si rafforzano economicamente, aumentando la
propria area di influenza politica e culturale, e si configurano, a livello
mondiale, due blocchi di potere contrapposti:USA e URSS.
La conseguente guerra fredda, l'acuirsi delle problematiche razziali,
i primi sentimenti di disagio nella società del benessere, generano all'interno
della società americana forti tensioni, che non mancano di influenzare
tutte le espressioni artistiche, culturali e di costume del tempo.
Il progetto "Birth of the Cool" si pone l'obiettivo di
presentare al pubblico sandonatese alcune di queste espressioni culturali,
con particolare riferimento allo sviluppo del movimento musicale noto
come cool jazz.
Le tre serate di Cascina Roma saranno un'occasione per rievocare il clima
sociale e culturale nell'America degli anni 50 e di avvicinare il pubblico
all'ascolto del concerto che concluderà la manifestazione.

Il concerto è centrato su un disco di Miles Davis - Birth
of the Cool - che è diventato un manifesto del jazz di quegli anni. La
novità di quell'album risiedeva soprattutto nel modo inedito con cui le
sonorità della musica nera americana e della musica bianca di tradizione
europea si incontravano e si fondevano assieme, dando origine a un 'sound'
allo stesso tempo energico e raffinatissimo.
Durante
il concerto verranno proposte due reinterpretazioni delle musiche di "Birth
of the Cool", ad opera, rispettivamente, del pianista jazz
Arrigo Cappelletti e della Flight Band di San Donato.
Arrigo Cappelletti, alle prese col difficile compito di rendere al pianoforte
solo un organico orchestrale insolito e complesso come quello di "Birth
of the Cool", sceglierà una proposta che non ha intenzioni di ricostruzione
filologica rigorosa del testo. La sua esecuzione si configura come una
Suite aperta, avventurosa, in cui i temi, spesso nascosti e poco riconoscibili,
appaiono legati in un'improvvisazione melodicamente, ritmicamente e armonicamente
varia, con coesistenza di elementi blues, funky, latin, free, in una sorta
di un movimento a ritroso nel tempo, dal moderno ( o post-moderno) alla
tradizione.
La
Flight Band rileggerà la partitura originale lasciandone intatto lo spirito
compositivo ma, allo stesso tempo, alterandone e rimescolandone alcuni
elementi.
Il lavoro compiuto dalla Flight Band, insieme al maestro Biagio Coppa,
tiene conto delle esperienze storiche delle big band cosiddette non tradizionali
- che vanno da Sun Ra, alla Liberation Orchestra, agli stessi Gil Evans,
Butch Morris e Carla Bley - e di alcune moderne tecniche di direzione
d'orchestra, come quella del 'sound painting'.
I tre incontri a Cascina Roma che precederanno il concerto saranno dedicati
ad una panoramica degli aspetti salienti della società, del costume e
dell'arte nell'America degli anni 50, e all'approfondimento di alcuni
argomenti relativi alla musica, con particolare attenzione al jazz e,
ovviamente, allo stile cool e all'album "Birth of the Cool".
Le tre serate saranno accompagnate dall'ascolto di esempi musicali registrati
e dal vivo e dalla proiezione di immagini e filmati d'epoca.
Hanno curato gli incontri: Biagio Coppa, Arnaldo Evangelista,
Renato Di Nubila, Roberto Fiore, Giuseppe Fiorito, Luisa Morfini, Emanuele
Gino Natalicchio, Roberto Novati, Alberto Scavazza.
Programma e foto dell'evento
| Birth
of the cool divenne presto un pezzo da collezionisti, credo che
sia stata una sorta di reazione alla musica di Bird e Diz. Bird
e Dizzy suonavano roba velocissima, e se non si era rapidi ad
ascoltare non si potevano sentire gli umori e le sensazioni della
loro musica. (...) Il be-bop non aveva la stessa umanità di Duke
Ellington. (...) Ma Birth of the cool era diverso perché si sentiva
ogni nota, e si poteva anche canticchiare. (...) La gente bianca
apprezzava la musica che riusciva a capire, la musica che poteva
ascoltare senza sforzarsi. (...) Ma Birth non era soltanto orecchiabile,
c'erano dei bianchi che suonavano e avevano anzi dei ruoli importanti.
E questo ai critici bianchi piaceva. (...) C'erano poi un mucchio
di musicisti bianchi (...) chiamavano il tipo di musica che suonavano
"cool jazz". Credo che lo facessero per indicare qualcosa di alternativo
al be-bop, o alla musica nera, o all'hot jazz che nella testa
dei bianchi voleva dire nero. Ma era sempre la solita storia:
erano cose di neri che venivano rubate per l'ennesima volta.
Miles Davis - Autobiografia |
Clicca qui per
scaricare il documento del progetto
|